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Questa settimana abbiamo attraversato il FIREWALL

 



Questa settimana, nell’Almanacco digitale di ICT in Pillole, abbiamo incontrato una parola che sembra uscita direttamente da un film d’azione:

FIREWALL.

Tradotto alla lettera significa qualcosa come “muro di fuoco”.

Nome rassicurante, vero?

Uno legge “muro di fuoco” e immagina subito fiamme, allarmi, porte blindate e qualcuno che grida:

“Nessuno passa!”

In realtà il firewall è molto meno teatrale. Ma il suo lavoro è importantissimo.

Possiamo immaginarlo come un controllore del traffico digitale che osserva ciò che entra e ciò che esce da un dispositivo o da una rete e decide, secondo determinate regole, cosa può passare e cosa invece deve essere fermato.

Insomma, più che un muro è una specie di portiere molto attento.


Prima domanda: che cosa deve controllare?

Quando utilizziamo un computer, uno smartphone o una rete domestica, avvengono continuamente comunicazioni.

  • Apriamo un sito.
  • Scarichiamo la posta.
  • Usiamo un’app.
  • Guardiamo un video.
  • Aggiorniamo un programma.

Dietro queste azioni ci sono dati che viaggiano tra il nostro dispositivo e altri sistemi collegati a Internet.

Il firewall controlla proprio questo traffico. Non legge necessariamente ogni singolo contenuto come farebbe una persona.

Piuttosto osserva alcune caratteristiche della comunicazione e applica delle regole.

Per esempio può decidere:

“Questa comunicazione è consentita.”

Oppure:

“Questa invece viene bloccata.”


Immaginiamo l’ingresso di un palazzo

Pensiamo a un grande edificio. All’ingresso c’è una persona incaricata della sicurezza.

Arriva qualcuno.

Il controllo può essere molto semplice:

  • “Dove deve andare?”
  • “È autorizzato?”
  • “Da dove arriva?”
  • “Sta cercando di entrare in un’area riservata?”

Se tutto è regolare, la persona passa. Se qualcosa non torna, viene fermata.

Il firewall lavora con una logica simile.

Controlla le comunicazioni e decide quali sono compatibili con le regole stabilite. Non conosce personalmente ogni visitatore. Ma sa quali tipi di accesso sono consentiti.


Il firewall è già nel mio computer?

Molto probabilmente sì.

I sistemi operativi moderni dispongono normalmente di strumenti firewall integrati. Ma il firewall può trovarsi anche altrove.

Per esempio nel router di casa, quello che spesso chiamiamo semplicemente “modem Wi-Fi”.

Oppure può essere utilizzato nelle reti aziendali, nelle scuole, nei servizi cloud e nei grandi sistemi informatici.

In pratica possiamo trovare firewall in punti diversi della rete. E non fanno tutti esattamente lo stesso lavoro.


Quindi il firewall mi protegge dagli hacker?

Qui dobbiamo fare attenzione alle frasi troppo semplici.

Il firewall può ridurre il rischio di accessi e comunicazioni indesiderate, ma non è uno scudo magico.

Non basta avere un firewall attivo per essere automaticamente al sicuro da qualunque minaccia digitale.

Se clicchiamo volontariamente su un allegato pericoloso, installiamo un programma non affidabile o consegniamo la password a una falsa pagina di accesso, il firewall potrebbe non impedirci di fare quell’errore.

La sicurezza informatica funziona meglio quando più strumenti collaborano.

  • Aggiornamenti.
  • Firewall.
  • Antivirus o altri strumenti di protezione.
  • Password robuste.
  • Autenticazione a più fattori.
  • E soprattutto una certa attenzione da parte dell’utente.

Il firewall è quindi una parte della difesa, non tutta la difesa.


Firewall e antivirus non sono la stessa cosa

È una delle confusioni più comuni. L’antivirus cerca principalmente di individuare software e comportamenti potenzialmente dannosi. Il firewall si occupa invece soprattutto delle comunicazioni di rete.

Possiamo immaginarli così. Il firewall controlla chi prova a entrare e uscire dal cancello. L’antivirus controlla se dentro casa c’è qualcosa che non dovrebbe esserci.

Naturalmente i moderni sistemi di sicurezza possono integrare molte funzioni diverse, quindi i confini non sono sempre così netti. Ma come idea generale funziona bene.

Firewall e antivirus collaborano, ma non sono sinonimi.


E cosa significa “bloccare una connessione”?

Facciamo un esempio molto semplice. 

Installiamo un programma sul computer. Quel programma prova a comunicare attraverso Internet. Il firewall può controllare quella comunicazione.

Se rientra tra quelle autorizzate, la lascia passare. Se invece viola una regola, può bloccarla.

A volte il sistema operativo mostra anche un messaggio del tipo:

“Consenti a questa applicazione di comunicare attraverso il firewall?”

Ed ecco uno di quei momenti in cui sarebbe meglio non cliccare automaticamente su “Sì”.

Prima possiamo chiederci:

  • Conosco questo programma?
  • Perché dovrebbe utilizzare la rete?
  • L’ho installato io?

Tre secondi di dubbio digitale possono essere molto utili.


Entrare e uscire: il traffico ha due direzioni

Quando parliamo di firewall pensiamo soprattutto a qualcuno che cerca di entrare nel nostro computer.

Ma le comunicazioni viaggiano anche nella direzione opposta. Un programma presente sul dispositivo potrebbe cercare di collegarsi a un server esterno. Per questo esistono controlli sul traffico in entrata e sul traffico in uscita.

È un po’ come avere un portiere che controlla non soltanto chi entra nel palazzo, ma anche chi esce portandosi dietro una valigia sospettosamente grande.


Il firewall del router

Nelle nostre case il router svolge un ruolo molto importante. È il punto attraverso cui molti dei nostri dispositivi comunicano con Internet.

  • Computer.
  • Smartphone.
  • Tablet.
  • Televisori.
  • Console.
  • Dispositivi per la casa intelligente.

Il firewall integrato nel router può contribuire a separare la nostra rete domestica da Internet e a gestire le comunicazioni provenienti dall’esterno.

Per questo è buona pratica mantenere aggiornato anche il router. Lo utilizziamo ogni giorno, ma spesso ce ne ricordiamo soltanto quando il Wi-Fi smette di funzionare.

Il poveretto, nel frattempo, continua a lavorare.


Ma allora devo configurare personalmente il firewall?

Per la maggior parte degli utenti, normalmente no.

Le impostazioni predefinite dei sistemi moderni sono pensate proprio per offrire un equilibrio tra sicurezza e facilità d’uso. Modificare regole del firewall senza sapere esattamente cosa stiamo facendo potrebbe addirittura causare problemi.

  • Un programma potrebbe smettere di collegarsi. 
  • Una stampante di rete potrebbe non essere più raggiungibile.
  • Un servizio potrebbe smettere di funzionare correttamente.

Quindi vale una regola che in informatica torna spesso:

non modificare impostazioni di sicurezza soltanto perché abbiamo trovato un tutorial che promette di “velocizzare tutto”.

Prima dobbiamo sapere quale problema stiamo cercando di risolvere.


Un firewall può sbagliare?

Più che “sbagliare”, può applicare regole che non corrispondono a ciò che volevamo fare.

Un programma legittimo potrebbe essere bloccato. Oppure potremmo concedere per errore un’autorizzazione che sarebbe stato meglio negare. Per questo un firewall non ragiona come una persona. Lavora sulla base delle regole e delle informazioni disponibili.

Ecco perché la configurazione conta.

In una rete aziendale, per esempio, le regole possono essere molto più severe rispetto a quelle di un computer domestico.


E se lo disattivo?

A volte, quando qualcosa non funziona, arriva il consiglio:

“Disattiva il firewall.”

Può capitare che un problema di connessione dipenda effettivamente da una regola troppo restrittiva.

Ma disattivare completamente il firewall dovrebbe essere considerato un test temporaneo e consapevole, non una soluzione permanente. Meglio individuare quale comunicazione viene bloccata e correggere quella specifica impostazione.

Spegnere tutto per far funzionare un singolo programma è un po’ come togliere la porta di casa perché la chiave si è incastrata.

  • Il problema della chiave è risolto.
  • Ne abbiamo però creato uno leggermente più grande.


Firewall non significa invulnerabilità

Questa è forse la cosa più importante da ricordare.

  • Il firewall è uno strumento prezioso, ma non può proteggerci da ogni possibile minaccia. 
  • Non può impedirci di scegliere una password troppo semplice.
  • Non può riconoscere automaticamente ogni truffa.
  • Non può sapere che quella persona che ci ha scritto su WhatsApp non è davvero nostro figlio.
  • Non può impedirci di comunicare volontariamente un codice di verifica a un truffatore.
  • La sicurezza informatica non è mai un singolo prodotto.

È un insieme di strumenti, impostazioni e comportamenti.


Una piccola analogia finale

Immaginiamo casa nostra. Abbiamo una porta. Una serratura. Magari un citofono. Forse un sistema di allarme.

Il firewall assomiglia soprattutto al controllo che avviene all’ingresso:

  • chi può comunicare con chi?
  • Da dove arriva questa richiesta?
  • È autorizzata?
  • Deve passare oppure no?

Non elimina ogni rischio.

Ma senza quel controllo, la situazione sarebbe decisamente meno tranquilla.


La pillola della settimana

Se dobbiamo ricordare una sola frase, possiamo usare questa:

Il firewall controlla il traffico di rete e decide, attraverso delle regole, quali comunicazioni possono passare.

  • Non è un antivirus.
  • Non è uno scudo invincibile.
  • E soprattutto non è necessario attraversarlo correndo tra le fiamme.

💊 ICT in Pillole

Questa settimana abbiamo attraversato il firewall.

E abbiamo scoperto che dietro quel nome da film d’azione c’è soprattutto un portiere digitale molto serio che continua a chiedere:

“Lei dove pensa di andare?” 😼

Questo contenuto nasce dall’incontro tra creatività umana e Intelligenza Artificiale. L’IA può averci affiancato nella realizzazione di testi e immagini; idee, scelte, verifiche e revisione finale restano affidate alla responsabilità editoriale umana. 

Perché, nella famiglia di ICT in Pillole, la tecnologia collabora con noi: non pensa al posto nostro. 😼

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