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Visualizzazione dei post con l'etichetta "Curiosità"

L’IA ci ucciderà tutti? Prima di spegnere il Wi-Fi, accendiamo il pensiero critico

  Nei giorni scorsi ha fatto molto rumore una dichiarazione dell’ex ricercatore di Anthropic Jacob Coxon , secondo il quale alcune delle persone che stanno sviluppando i sistemi di intelligenza artificiale più avanzati ritengono seriamente possibile che questa tecnologia possa provocare conseguenze catastrofiche entro la fine del decennio.  La sua posizione non è isolata: altri ricercatori e responsabili del settore hanno espresso preoccupazioni molto forti sullo sviluppo futuro dell’IA. Titolo perfetto per farci chiudere il computer, staccare il router e trasferirci tutti in una grotta? Aspettiamo un momento.  Quando leggiamo affermazioni così forti entra in gioco uno dei superpoteri che cerchiamo spesso di allenare qui su ICT in Pillole: il pensiero critico . La prima domanda è semplice: stiamo parlando di una certezza, di una previsione o di una possibilità? Non sono la stessa cosa. Il International AI Safety Report 2026 , realizzato con il contributo di numerosi...

Che cos’è un algoritmo? Molto più di una parola da informatici

  La parola algoritmo compare ormai ovunque. La incontriamo quando parliamo di motori di ricerca, social network, intelligenza artificiale, applicazioni, sicurezza informatica e perfino quando qualcuno dice che “l’algoritmo di Instagram ha deciso cosa mostrarci”. A forza di sentirla nominare, però, rischiamo di darle un significato quasi misterioso, come se un algoritmo fosse una specie di entità invisibile che decide autonomamente cosa fare. In realtà il concetto di algoritmo è molto più semplice. Un algoritmo è una sequenza ordinata e finita di istruzioni che permette di risolvere un problema o raggiungere un determinato risultato . Detto ancora più semplicemente: un algoritmo è un procedimento. Riceve delle informazioni, esegue una serie di operazioni secondo regole precise e produce un risultato. E, cosa forse sorprendente, gli algoritmi non appartengono soltanto al mondo dei computer. Li utilizziamo continuamente anche nella vita quotidiana. Un esempio semplicissimo: preparar...

Radia Perlman: la “madre di Internet” che non voleva essere chiamata così

 Ci sono soprannomi che sembrano medaglie. “Padre dell’informatica”.   “Genio della Silicon Valley”. “Madre di Internet”. Suonano bene, vero? Sono frasi da titolo, da documentario, da copertina patinata. Aiutano a ricordare, semplificano, trasformano una storia complicata in una figura facile da raccontare. Eppure, a volte, proprio quei soprannomi rischiano di fare un piccolo torto alla verità.    Radia Perlman, una delle figure più importanti nella storia delle reti informatiche, lo sa bene. Per molti è conosciuta come la “ madre di Internet ”, grazie al suo contributo fondamentale allo sviluppo delle reti moderne. Solo che lei, quel titolo, non lo ha mai amato troppo. Non perché sia falsa modestia. Non perché il suo contributo sia stato piccolo. Anzi. Ma perché Internet, ci ricorda Radia Perlman, non è nata da una sola persona, da un solo colpo di genio, da una sola invenzione illuminante arrivata in una notte tempestosa con fulmini e musica drammatica in sott...

La prima webcam della storia serviva a controllare… il caffè

Ci sono invenzioni che nascono da grandi sogni. Il desiderio di andare sulla Luna. La necessità di comunicare a distanza. La voglia di conservare la conoscenza dell’umanità. E poi ci sono invenzioni che nascono da una domanda molto più semplice, molto più quotidiana, molto più umana: “Ma il caffè sarà pronto?” Sembra una battuta, vero? E invece no. Una delle prime webcam della storia nacque proprio così: non per fare videochiamate, non per trasmettere lezioni online, non per controllare il traffico o sorvegliare un ingresso, ma per osservare una caffettiera. Sì, una caffettiera. Una tranquilla, apparentemente insignificante, macchina del caffè in un laboratorio universitario. Eppure quella caffettiera sarebbe diventata una piccola celebrità del Web nascente. Una stanza, molti ricercatori e troppo poco caffè Siamo nei primi anni ’90, all’Università di Cambridge, nel laboratorio di informatica. Un gruppo di ricercatori lavora in un’area chiamata Trojan Room. Lì si trova anche una macchin...

La Rete Invisibile: 5 verità sorprendenti su cos’è davvero Internet

 1. Internet non è una “nuvola” magica Quando chiedi a qualcuno cos’è Internet, spesso ricevi risposte curiose: “È nel satellite.” “Sta nell’aria.” “È il cloud.” Oppure la più famosa di tutte: “È una nuvola”. La verità? Internet è molto meno magica… ma infinitamente più affascinante. Dietro ogni messaggio WhatsApp, video su YouTube o ricerca su Google esiste un’enorme infrastruttura fisica fatta di cavi, server, antenne, router e centri dati sparsi in tutto il pianeta. Altro che nuvole: in molti casi i dati viaggiano davvero dentro lunghissimi cavi sottomarini posati sul fondo degli oceani. Eppure usiamo Internet ogni giorno senza pensarci troppo. Succede un po’ come con la corrente elettrica: premiamo un interruttore e la luce si accende. Naturale. Automatico. Invisibile. Ma dietro quel gesto apparentemente semplice esiste uno dei sistemi tecnologici più incredibili mai creati dall’essere umano. 2. Internet nasce durante la Guerra Fredda La storia di Internet non nasce per guardar...

Il viaggio segreto di un messaggio WhatsApp

C’è un momento, minuscolo e quasi invisibile, in cui tutto ha inizio. Un dito che sfiora lo schermo. Non ci pensi nemmeno troppo. È un gesto semplice, quasi automatico. Scrivi qualcosa al volo: un messaggio rapido, un cuore, un “ok” per chiudere una conversazione, oppure un vocale registrato mentre stai facendo altro. Magari sei in fila. Magari stai aspettando qualcuno. Magari sei distratto da mille pensieri. Eppure quel gesto, così piccolo, così quotidiano… ha un peso che non immagini. E poi… invio . Per te finisce lì. Un attimo. Uno di quei gesti che fai decine di volte al giorno. E invece, proprio in quell’istante, qualcosa si mette in moto. Un viaggio. Silenzioso, invisibile, velocissimo. Un viaggio che attraversa città, antenne, cavi nascosti sotto gli oceani e server distribuiti in giro per il mondo. Un viaggio che dura pochi secondi… ma che racconta molto più di quanto immaginiamo. Perché quel messaggio non è solo testo. È un insieme di dati che sta per muoversi davvero. È qualc...

Il computer che iniziò a parlare da solo in aeroporto

Il computer che iniziò a parlare da solo in aeroporto (Storia ispirata a casi reali di annunci automatici impazziti nei primi anni 2000) All’inizio fu solo una voce fuori posto. Un annuncio che non c’entrava nulla con l’orario dei voli. Una frase spezzata, ripetuta nel momento sbagliato. I passeggeri si guardarono intorno, pensando a un errore umano, a un microfono lasciato aperto, a uno scherzo mal riuscito. Poi la voce tornò. E questa volta parlava da sola . Un aeroporto, una macchina, una voce Era l’inizio degli anni Duemila. Gli aeroporti stavano vivendo una transizione silenziosa ma profonda: sempre meno annunci fatti dal personale, sempre più sistemi automatici di diffusione vocale . Computer collegati ai database dei voli, software di sintesi vocale, script programmati per leggere numeri, gate, orari. Niente di nuovo oggi, ma allora era una piccola rivoluzione. La macchina parlava per noi. E in uno di questi aeroporti – il nome non importa, perché casi simili sono stati document...

I fantasmi della memoria cache

  Non si vedono. Non fanno rumore. Non chiedono permesso. Eppure sono ovunque. Sono i fantasmi della memoria cache : dati temporanei che restano nascosti nei nostri dispositivi anche quando siamo convinti di averli cancellati, residui digitali che continuano a influenzare applicazioni, browser e sistemi operativi molto dopo che li abbiamo dimenticati. Non è una metafora poetica né un’esagerazione narrativa. È informatica pura, documentata, quotidiana. Comprendere cosa sono davvero questi “fantasmi” significa entrare nel cuore di uno dei meccanismi più sottovalutati – e più fraintesi – del mondo digitale moderno. Un meccanismo che lavora silenziosamente per migliorarci la vita… ma che, se trascurato, può trasformarsi in una fonte di problemi difficili da decifrare. Cos’è davvero la memoria cache La memoria cache nasce con uno scopo nobile e fondamentale: velocizzare . Ogni volta che apriamo un sito web, lanciamo un’app o utilizziamo un software, il sistema salva temporaneamente part...