C’è una parola che nel mondo della sicurezza informatica compare continuamente: PHISHING. E sì, assomiglia moltissimo alla parola inglese fishing , cioè “pescare”. Non è un caso. Nel phishing qualcuno lancia un’esca e spera che noi abbocchiamo. Solo che al posto di una canna da pesca ci sono email, SMS, messaggi WhatsApp, QR code, telefonate o pagine Web. E al posto del pesce ci siamo noi. Più precisamente: i nostri dati, le nostre password, i codici di accesso o, in alcuni casi, i nostri soldi. La buona notizia è che per difendersi non serve diventare esperti di cybersecurity. Serve soprattutto imparare a riconoscere alcune situazioni. Il phishing non attacca il computer. Attacca prima di tutto noi Quando pensiamo a un attacco informatico immaginiamo spesso qualcuno che forza una password o riesce a “entrare” nel computer grazie a strumenti misteriosi. Nel phishing il meccanismo è molto diverso. L’attaccante cerca di convincerci a fare qualcosa volontariamente. Cliccare un link....