Per qualche tempo abbiamo conosciuto l’intelligenza artificiale soprattutto attraverso una casella di testo. Scrivevamo una domanda e ricevevamo una risposta. Potevamo chiederle di riassumere un documento, correggere una frase, tradurre un testo, inventare una storia, spiegare una formula o suggerire un itinerario. L’IA parlava. Noi decidevamo che cosa fare delle sue parole. Oggi, però, quella linea di confine sta diventando meno netta. L’intelligenza artificiale non si limita più a rispondere: può cercare informazioni, aprire applicazioni, confrontare dati, compilare moduli, modificare file, organizzare documenti, scrivere codice, controllarne il funzionamento e, in determinati ambienti, interagire con pulsanti, menu e finestre proprio come farebbe una persona davanti al computer. In altre parole, l’IA sta cominciando a fare . Ed è un cambiamento molto più profondo di quanto possa sembrare. Dall’IA generativa all’IA agentica L’intelligenza artificiale generativa produce cont...