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Visualizzazione dei post da luglio, 2026

SHA-256: l’impronta digitale dei dati

  Quando sentiamo parlare di sicurezza informatica incontriamo spesso parole come crittografia , hash , checksum o sigle apparentemente misteriose come SHA-256 . Il nome può sembrare complicato, ma l’idea che c’è dietro è molto più semplice di quanto sembri. SHA-256 è un algoritmo che permette di prendere un’informazione digitale — una parola, una password, un documento, una fotografia o persino un intero programma — e trasformarla in una sorta di impronta digitale . Questa impronta viene chiamata hash . La cosa interessante è che, indipendentemente dalla dimensione del contenuto originale, SHA-256 produce sempre un risultato della stessa lunghezza: 256 bit , che normalmente vengono rappresentati come una sequenza di 64 caratteri esadecimali . Per esempio, potremmo avere qualcosa del genere: b133a0c0e9bee3be20163d2ad31d6248db292aa6dcb1ee087a2aa50e0fc75ae2 A prima vista sembra soltanto una lunga sequenza incomprensibile di lettere e numeri. In realtà contiene una caratteristica mol...

Quando l’IA comincia a fare (Parte 3)

  Il nuovo significato della competenza digitale  Di fronte a un’IA che agisce, essere competenti non significa conoscere ogni comando del computer. Significa saper definire bene un obiettivo, riconoscere le informazioni delicate, stabilire i limiti dell’incarico, controllare i risultati e capire quando interrompere il processo. Una richiesta come “sistemami tutto” è pericolosamente vaga. Quali file può modificare? Può eliminarli? Deve creare copie di sicurezza? Come deve comportarsi davanti a un documento dubbio? Può inviare messaggi oppure deve limitarsi a prepararli? Che cosa deve fare se trova informazioni contraddittorie? Più l’IA è capace di agire, più diventa importante indicare i confini. Non basta più imparare a scrivere prompt efficaci. Dobbiamo imparare a formulare incarichi responsabili. Prima di affidare un’attività a un agente dovremmo chiederci che cosa può leggere, che cosa può modificare, quali azioni richiedono approvazione, come possiamo contro...

Quando l’IA comincia a fare (Parte 2)

  Dal comando all’obiettivo  Quando utilizziamo un software tradizionale, dobbiamo conoscere i comandi. Per creare una presentazione dobbiamo aprire il programma, scegliere il modello, inserire le diapositive, organizzare i contenuti, cercare le immagini, sistemare i caratteri e salvare il file. Con un sistema agentico possiamo formulare una richiesta come: “Analizza questi documenti e prepara una presentazione di dieci diapositive per un pubblico non esperto. Inserisci una sintesi iniziale, tre esempi pratici e una conclusione con le azioni consigliate.” Non abbiamo indicato ogni clic. Abbiamo definito il risultato, il pubblico e alcuni vincoli. L’agente può cercare le informazioni nei file disponibili, selezionare quelle più rilevanti, organizzare la struttura, generare il testo, creare il documento e controllare che il numero delle diapositive sia corretto. Alcuni agenti sono già in grado di affrontare attività articolate, come esaminare fonti, utilizzare siti...

Quando l’IA comincia a fare (Parte 1)

Per qualche tempo abbiamo conosciuto l’intelligenza artificiale soprattutto attraverso una casella di testo. Scrivevamo una domanda e ricevevamo una risposta. Potevamo chiederle di riassumere un documento, correggere una frase, tradurre un testo, inventare una storia, spiegare una formula o suggerire un itinerario. L’IA parlava. Noi decidevamo che cosa fare delle sue parole. Oggi, però, quella linea di confine sta diventando meno netta. L’intelligenza artificiale non si limita più a rispondere: può cercare informazioni, aprire applicazioni, confrontare dati, compilare moduli, modificare file, organizzare documenti, scrivere codice, controllarne il funzionamento e, in determinati ambienti, interagire con pulsanti, menu e finestre proprio come farebbe una persona davanti al computer. In altre parole, l’IA sta cominciando a fare . Ed è un cambiamento molto più profondo di quanto possa sembrare. Dall’IA generativa all’IA agentica L’intelligenza artificiale generativa produce cont...