Nei giorni scorsi ha fatto molto rumore una dichiarazione dell’ex ricercatore di Anthropic Jacob Coxon, secondo il quale alcune delle persone che stanno sviluppando i sistemi di intelligenza artificiale più avanzati ritengono seriamente possibile che questa tecnologia possa provocare conseguenze catastrofiche entro la fine del decennio.
La sua posizione non è isolata: altri ricercatori e responsabili del settore hanno espresso preoccupazioni molto forti sullo sviluppo futuro dell’IA.
Titolo perfetto per farci chiudere il computer, staccare il router e trasferirci tutti in una grotta?
Aspettiamo un momento.
Quando leggiamo affermazioni così forti entra in gioco uno dei superpoteri che cerchiamo spesso di allenare qui su ICT in Pillole: il pensiero critico.
La prima domanda è semplice: stiamo parlando di una certezza, di una previsione o di una possibilità?
Non sono la stessa cosa.
Il International AI Safety Report 2026, realizzato con il contributo di numerosi esperti internazionali, prende molto seriamente anche gli scenari estremi di perdita di controllo dei sistemi di IA.
Ma dice anche qualcosa che nei titoloni rischia facilmente di scomparire: gli esperti sono molto divisi sulla probabilità che questi scenari possano realmente verificarsi.
Alcuni li considerano plausibili e meritevoli di grande attenzione, altri li ritengono improbabili. Inoltre, i sistemi attuali mostrano alcune capacità considerate rilevanti per la sicurezza, ma non ai livelli necessari per determinare una perdita di controllo di questo tipo.
Fonte: International AI Safety Report 2026
Tradotto dal linguaggio tecnico al nostro:
il rischio va studiato, ma rischio non significa destino.
Ignorare i pericoli dell'intelligenza artificiale sarebbe ingenuo. Ma sarebbe altrettanto ingenuo trasformare ogni scenario possibile in una profezia.
E soprattutto non dobbiamo dimenticare i problemi molto più vicini a noi: truffe sempre più credibili, disinformazione, errori dell'IA, uso scorretto dei dati, cyberattacchi e persone che delegano a un algoritmo decisioni che dovrebbero ancora essere controllate da un essere umano.
Sono forse meno spettacolari dell'IA che conquista il mondo, ma sono quelli sui quali possiamo già fare qualcosa.
Per questo, quando incontriamo un titolo del tipo “L'intelligenza artificiale potrebbe ucciderci tutti”, non dobbiamo né ridere né correre a buttare lo smartphone dalla finestra.
Dobbiamo fare una cosa molto meno cinematografica e molto più potente:
fermarci, cercare la fonte, confrontarla con altre fonti, distinguere possibilità da probabilità e farci un'opinione nostra.
La tecnologia non ha bisogno di fedeli e non ha bisogno di nemici.
Ha bisogno di persone che la conoscano abbastanza da utilizzarla senza consegnarle il cervello.
E tranquilli: per il momento possiamo evitare di tornare all'età della pietra. Anche perché lì il Wi-Fi prende malissimo.
E tu che ne pensi?
L'IA ti preoccupa, ti incuriosisce oppure un po' tutte e due le cose?
Questo contenuto nasce dall’incontro tra creatività umana e Intelligenza Artificiale. L’IA può averci affiancato nella realizzazione di testi e immagini; idee, scelte, verifiche e revisione finale restano affidate alla responsabilità editoriale umana.
Perché, nella famiglia di ICT in Pillole, la tecnologia collabora con noi: non pensa al posto nostro. 😼
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