Questa settimana, nell’Almanacco digitale di ICT in Pillole, abbiamo incontrato una parola che non ha esattamente un suono rassicurante: MALWARE. E infatti non indica nulla di particolarmente simpatico. La parola nasce dall’unione di malicious e software e viene utilizzata per indicare, in modo generale, un programma o un codice creato con uno scopo dannoso. Ma prima di immaginare schermate nere, teschi lampeggianti e hacker incappucciati davanti a sei monitor, facciamo ordine. Perché il malware esiste, va preso sul serio, ma non significa che ogni piccolo problema del computer sia automaticamente un’infezione. Malware non significa “computer lento” Partiamo da una delle associazioni più comuni. Il computer è diventato lento. Il telefono si blocca. La batteria dura meno. Compare una finestra strana. E subito nasce il sospetto: “Avrò preso un virus?” Forse. Ma forse no. Un dispositivo può rallentare per moltissimi motivi: poco spazio disponibile, troppe applicazioni aperte, aggi...