Questa settimana, nell’Almanacco digitale di ICT in Pillole, abbiamo incontrato una parola che sembra uscita direttamente da un film d’azione: FIREWALL. Tradotto alla lettera significa qualcosa come “muro di fuoco” . Nome rassicurante, vero? Uno legge “muro di fuoco” e immagina subito fiamme, allarmi, porte blindate e qualcuno che grida: “Nessuno passa!” In realtà il firewall è molto meno teatrale. Ma il suo lavoro è importantissimo. Possiamo immaginarlo come un controllore del traffico digitale che osserva ciò che entra e ciò che esce da un dispositivo o da una rete e decide, secondo determinate regole, cosa può passare e cosa invece deve essere fermato. Insomma, più che un muro è una specie di portiere molto attento. Prima domanda: che cosa deve controllare? Quando utilizziamo un computer, uno smartphone o una rete domestica, avvengono continuamente comunicazioni. Apriamo un sito. Scarichiamo la posta. Usiamo un’app. Guardiamo un video. Aggiorniamo un programma. Dietro queste ...
Questa settimana, nell’Almanacco digitale di ICT in Pillole, abbiamo aperto un barattolo particolare. Niente gocce di cioccolato, niente forno acceso e soprattutto niente dieta da rovinare. Dentro abbiamo trovato i cookie del Web . Li incontriamo praticamente ogni giorno. Apriamo un sito e compare subito una finestra: “Accetta tutti i cookie.” Oppure: “Gestisci le preferenze.” “Rifiuta i cookie non necessari.” “Personalizza.” E spesso la nostra reazione è molto semplice: cliccare qualcosa pur di far sparire quel riquadro. Comprensibile. Siamo entrati in un sito per leggere una notizia, controllare un’informazione o cercare una ricetta, non per sostenere un esame di informatica. Eppure capire cosa sono i cookie è molto meno complicato di quanto sembri. Prima domanda: perché si chiamano proprio cookie? Il nome è curioso. “Cookie”, in inglese, significa biscotto . Nel mondo informatico, però, non c’è nulla da mangiare. Un cookie è semplicemente una piccola informazione che un sito p...