Questa settimana, nell’Almanacco digitale di ICT in Pillole, abbiamo aperto un barattolo particolare. Niente gocce di cioccolato, niente forno acceso e soprattutto niente dieta da rovinare. Dentro abbiamo trovato i cookie del Web . Li incontriamo praticamente ogni giorno. Apriamo un sito e compare subito una finestra: “Accetta tutti i cookie.” Oppure: “Gestisci le preferenze.” “Rifiuta i cookie non necessari.” “Personalizza.” E spesso la nostra reazione è molto semplice: cliccare qualcosa pur di far sparire quel riquadro. Comprensibile. Siamo entrati in un sito per leggere una notizia, controllare un’informazione o cercare una ricetta, non per sostenere un esame di informatica. Eppure capire cosa sono i cookie è molto meno complicato di quanto sembri. Prima domanda: perché si chiamano proprio cookie? Il nome è curioso. “Cookie”, in inglese, significa biscotto . Nel mondo informatico, però, non c’è nulla da mangiare. Un cookie è semplicemente una piccola informazione che un sito p...
C’è una domanda che prima o poi viene spontanea. Se le mie fotografie sono su Google Foto, i documenti sono in OneDrive, i file importanti sono su Google Drive o iCloud e posso recuperarli da qualsiasi dispositivo… non ho già fatto un backup? La risposta più corretta è: forse. Ma non necessariamente. Ed è proprio qui che nasce una delle confusioni più comuni del nostro quotidiano digitale. Cloud e backup possono lavorare insieme e, in alcuni casi, perfino assomigliarsi parecchio. Ma non indicano automaticamente la stessa cosa . Per capire la differenza non abbiamo bisogno di parlare di server, protocolli o sistemi complicati. Ci basta partire da una cartella. Cominciamo dal cloud Quando salviamo un file nel cloud, quel file non vive soltanto dentro il nostro computer o smartphone. Viene conservato su sistemi remoti, ospitati in grandi centri dati, e possiamo raggiungerlo attraverso Internet utilizzando il nostro account. È comodissimo. Possiamo ini...