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Questa settimana abbiamo attraversato il FIREWALL

  Questa settimana, nell’Almanacco digitale di ICT in Pillole, abbiamo incontrato una parola che sembra uscita direttamente da un film d’azione: FIREWALL. Tradotto alla lettera significa qualcosa come “muro di fuoco” . Nome rassicurante, vero? Uno legge “muro di fuoco” e immagina subito fiamme, allarmi, porte blindate e qualcuno che grida: “Nessuno passa!” In realtà il firewall è molto meno teatrale. Ma il suo lavoro è importantissimo. Possiamo immaginarlo come un controllore del traffico digitale che osserva ciò che entra e ciò che esce da un dispositivo o da una rete e decide, secondo determinate regole, cosa può passare e cosa invece deve essere fermato. Insomma, più che un muro è una specie di portiere molto attento. Prima domanda: che cosa deve controllare? Quando utilizziamo un computer, uno smartphone o una rete domestica, avvengono continuamente comunicazioni. Apriamo un sito. Scarichiamo la posta. Usiamo un’app. Guardiamo un video. Aggiorniamo un programma. Dietro queste ...
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Questa settimana abbiamo aperto il barattolo dei COOKIE.

  Questa settimana, nell’Almanacco digitale di ICT in Pillole, abbiamo aperto un barattolo particolare. Niente gocce di cioccolato, niente forno acceso e soprattutto niente dieta da rovinare. Dentro abbiamo trovato i cookie del Web . Li incontriamo praticamente ogni giorno. Apriamo un sito e compare subito una finestra: “Accetta tutti i cookie.” Oppure: “Gestisci le preferenze.” “Rifiuta i cookie non necessari.” “Personalizza.” E spesso la nostra reazione è molto semplice: cliccare qualcosa pur di far sparire quel riquadro. Comprensibile. Siamo entrati in un sito per leggere una notizia, controllare un’informazione o cercare una ricetta, non per sostenere un esame di informatica. Eppure capire cosa sono i cookie è molto meno complicato di quanto sembri. Prima domanda: perché si chiamano proprio cookie? Il nome è curioso. “Cookie”, in inglese, significa biscotto . Nel mondo informatico, però, non c’è nulla da mangiare. Un cookie è semplicemente una piccola informazione che un sito p...

Se il cloud conserva i miei file… che differenza c'è con un backup?

  C’è una domanda che prima o poi viene spontanea. Se le mie fotografie sono su Google Foto, i documenti sono in OneDrive, i file importanti sono su Google Drive o iCloud e posso recuperarli da qualsiasi dispositivo… non ho già fatto un backup? La risposta più corretta è: forse. Ma non necessariamente. Ed è proprio qui che nasce una delle confusioni più comuni del nostro quotidiano digitale. Cloud e backup possono lavorare insieme e, in alcuni casi, perfino assomigliarsi parecchio. Ma non indicano automaticamente la stessa cosa . Per capire la differenza non abbiamo bisogno di parlare di server, protocolli o sistemi complicati. Ci basta partire da una cartella. Cominciamo dal cloud Quando salviamo un file nel cloud, quel file non vive soltanto dentro il nostro computer o smartphone. Viene conservato su sistemi remoti, ospitati in grandi centri dati, e possiamo raggiungerlo attraverso Internet utilizzando il nostro account. È comodissimo. Possiamo ini...

DNS: la rubrica di Internet che ci porta nel posto giusto

  Quando apriamo il browser e scriviamo un indirizzo come www.wikipedia.org , dopo pochi istanti compare la pagina che stavamo cercando. Per noi è un gesto semplice e quasi automatico: scriviamo un nome, premiamo Invio e il sito si apre. Dietro questo passaggio, però, lavora un sistema fondamentale per il funzionamento di Internet: il DNS , acronimo di Domain Name System , cioè Sistema dei nomi di dominio . Il suo compito principale è tradurre gli indirizzi che utilizziamo normalmente, facili da ricordare, negli indirizzi numerici utilizzati dai computer per comunicare tra loro. In altre parole, il DNS è uno dei grandi traduttori silenziosi della rete. I computer non cercano i siti per nome Noi esseri umani ricordiamo facilmente nomi come: google.com wikipedia.org ictinpillole.blogspot.com I dispositivi collegati a Internet, invece, identificano i server attraverso indirizzi numerici chiamati indirizzi IP . Un indirizzo IPv4 può avere una forma simile a questa: 192.0.2.25 Esistono ...

Cache, cookie e cronologia: tre cose diverse che continuiamo a confondere

  Prima o poi capita a tutti. Un sito non si apre bene, un’app sembra impazzita, una pagina continua a mostrarci informazioni vecchie e qualcuno ci suggerisce: “Cancella tutto.” Tutto cosa? Cache? Cookie? Cronologia? Ed eccoci davanti alle impostazioni del browser a fissare tre caselle che sembrano parenti strette, chiedendoci se spuntarle tutte oppure scappare prima di fare danni. In realtà cache, cookie e cronologia sono tre cose diverse , con funzioni diverse e conseguenze diverse quando decidiamo di eliminarle. Capirle non richiede conoscenze tecniche particolari. Basta immaginare il nostro browser come una persona che, mentre navighiamo su Internet, prende appunti, conserva qualche oggetto utile e tiene memoria dei posti visitati. Vediamo come. La cache: il piccolo magazzino del browser Quando apriamo un sito Internet, il browser deve scaricare molti elementi: immagini, loghi, caratteri, parti grafiche e altri file necessari per visualizzare la pagina...