Ci sono soprannomi che sembrano medaglie. “Padre dell’informatica”. “Genio della Silicon Valley”. “Madre di Internet”. Suonano bene, vero? Sono frasi da titolo, da documentario, da copertina patinata. Aiutano a ricordare, semplificano, trasformano una storia complicata in una figura facile da raccontare. Eppure, a volte, proprio quei soprannomi rischiano di fare un piccolo torto alla verità. Radia Perlman, una delle figure più importanti nella storia delle reti informatiche, lo sa bene. Per molti è conosciuta come la “ madre di Internet ”, grazie al suo contributo fondamentale allo sviluppo delle reti moderne. Solo che lei, quel titolo, non lo ha mai amato troppo. Non perché sia falsa modestia. Non perché il suo contributo sia stato piccolo. Anzi. Ma perché Internet, ci ricorda Radia Perlman, non è nata da una sola persona, da un solo colpo di genio, da una sola invenzione illuminante arrivata in una notte tempestosa con fulmini e musica drammatica in sott...
C’è stato un tempo, non troppo lontano, in cui una frase sembrava mettere tutti d’accordo: “Se lo vedo con i miei occhi, allora è vero.” Era una convinzione comoda. Rassicurante. Quasi antica. Guardavi una foto e pensavi: “È successo”. Guardavi un video e pensavi: “Quella persona lo ha detto davvero”. Sentivi una voce al telefono e pensavi: “È lui, la riconosco”. Poi è arrivata l’intelligenza artificiale generativa e ha iniziato a fare una cosa molto semplice, ma anche molto destabilizzante: ha imparato a imitare. Imitare volti. Imitare voci. Imitare gesti. Imitare espressioni. Imitare persino il modo in cui una persona muove la bocca quando parla. Ed è qui che nasce il mondo dei deepfake : immagini, video o audio creati o manipolati con l’intelligenza artificiale per far sembrare reale qualcosa che reale non è. No, non significa che da oggi dobbiamo sospettare di tutto e vivere in modalità “detective paranoico con lente d’ingrandimento incorporata”. Significa p...