C’è una parola che ormai compare ovunque quando si parla di intelligenza artificiale: PROMPT. Sembra tecnica. Sembra nuova. Sembra una di quelle parole che, appena la senti, pensi: “Ecco, adesso devo imparare un altro linguaggio.” In realtà il concetto è molto più semplice. Un prompt è, in sostanza, ciò che chiediamo all’intelligenza artificiale . Può essere una domanda. Un’istruzione. Una richiesta. Un testo da migliorare. Un problema da risolvere. Una descrizione di ciò che vogliamo ottenere. In pratica, il prompt è il modo con cui diciamo all’IA: “Ecco cosa vorrei da te.” Ma allora basta fare una domanda? Sì. E no. Possiamo scrivere: “Spiegami cos’è il phishing.” Ed è già un prompt. L’intelligenza artificiale capirà che vogliamo una spiegazione. Ma possiamo anche scrivere: “Spiegami cos’è il phishing come se stessi parlando a una persona che usa lo smartphone ma conosce poco la sicurezza digitale. Usa parole semplici e fammi un esempio con un SMS falso....
C’è una parola che nel mondo della sicurezza informatica compare continuamente: PHISHING. E sì, assomiglia moltissimo alla parola inglese fishing , cioè “pescare”. Non è un caso. Nel phishing qualcuno lancia un’esca e spera che noi abbocchiamo. Solo che al posto di una canna da pesca ci sono email, SMS, messaggi WhatsApp, QR code, telefonate o pagine Web. E al posto del pesce ci siamo noi. Più precisamente: i nostri dati, le nostre password, i codici di accesso o, in alcuni casi, i nostri soldi. La buona notizia è che per difendersi non serve diventare esperti di cybersecurity. Serve soprattutto imparare a riconoscere alcune situazioni. Il phishing non attacca il computer. Attacca prima di tutto noi Quando pensiamo a un attacco informatico immaginiamo spesso qualcuno che forza una password o riesce a “entrare” nel computer grazie a strumenti misteriosi. Nel phishing il meccanismo è molto diverso. L’attaccante cerca di convincerci a fare qualcosa volontariamente. Cliccare un link....