C’è una domanda che prima o poi viene spontanea. Se le mie fotografie sono su Google Foto, i documenti sono in OneDrive, i file importanti sono su Google Drive o iCloud e posso recuperarli da qualsiasi dispositivo… non ho già fatto un backup? La risposta più corretta è: forse. Ma non necessariamente. Ed è proprio qui che nasce una delle confusioni più comuni del nostro quotidiano digitale. Cloud e backup possono lavorare insieme e, in alcuni casi, perfino assomigliarsi parecchio. Ma non indicano automaticamente la stessa cosa . Per capire la differenza non abbiamo bisogno di parlare di server, protocolli o sistemi complicati. Ci basta partire da una cartella. Cominciamo dal cloud Quando salviamo un file nel cloud, quel file non vive soltanto dentro il nostro computer o smartphone. Viene conservato su sistemi remoti, ospitati in grandi centri dati, e possiamo raggiungerlo attraverso Internet utilizzando il nostro account. È comodissimo. Possiamo ini...
Quando apriamo il browser e scriviamo un indirizzo come www.wikipedia.org , dopo pochi istanti compare la pagina che stavamo cercando. Per noi è un gesto semplice e quasi automatico: scriviamo un nome, premiamo Invio e il sito si apre. Dietro questo passaggio, però, lavora un sistema fondamentale per il funzionamento di Internet: il DNS , acronimo di Domain Name System , cioè Sistema dei nomi di dominio . Il suo compito principale è tradurre gli indirizzi che utilizziamo normalmente, facili da ricordare, negli indirizzi numerici utilizzati dai computer per comunicare tra loro. In altre parole, il DNS è uno dei grandi traduttori silenziosi della rete. I computer non cercano i siti per nome Noi esseri umani ricordiamo facilmente nomi come: google.com wikipedia.org ictinpillole.blogspot.com I dispositivi collegati a Internet, invece, identificano i server attraverso indirizzi numerici chiamati indirizzi IP . Un indirizzo IPv4 può avere una forma simile a questa: 192.0.2.25 Esistono ...