Un mito digitale tra paura, realtà e suggestione Da anni circola un’idea tanto affascinante quanto inquietante: “Il telefono ti ascolta sempre” . È un concetto che si insinua nelle chiacchiere al bar, nei gruppi di famiglia su WhatsApp, nei commenti sotto i post di Facebook. La convinzione è diffusa: basta nominare un paio di scarpe, e come per magia ci appare sullo smartphone la pubblicità proprio di quelle scarpe. Coincidenza? Magia nera? Spionaggio degno della CIA? O, più semplicemente, marketing digitale al suo massimo splendore? La suggestione dell’algoritmo La sensazione che i nostri telefoni abbiano orecchie sensibili nasce da esperienze dirette che sembrano troppo strane per essere casuali. Storie di persone che giurano: “Parlavo con un amico di andare in vacanza in Grecia, e subito dopo mi è comparsa un’offerta per Atene” . La mente umana collega i puntini: due eventi vicini nel tempo diventano causa ed effetto. E così nasce l’idea che lo smartphone ci stia spi...