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DNS: la rubrica di Internet che ci porta nel posto giusto

 


Quando apriamo il browser e scriviamo un indirizzo come www.wikipedia.org, dopo pochi istanti compare la pagina che stavamo cercando. Per noi è un gesto semplice e quasi automatico: scriviamo un nome, premiamo Invio e il sito si apre.

Dietro questo passaggio, però, lavora un sistema fondamentale per il funzionamento di Internet: il DNS, acronimo di Domain Name System, cioè Sistema dei nomi di dominio.

Il suo compito principale è tradurre gli indirizzi che utilizziamo normalmente, facili da ricordare, negli indirizzi numerici utilizzati dai computer per comunicare tra loro.

In altre parole, il DNS è uno dei grandi traduttori silenziosi della rete.

I computer non cercano i siti per nome

Noi esseri umani ricordiamo facilmente nomi come:

  • google.com
  • wikipedia.org
  • ictinpillole.blogspot.com

I dispositivi collegati a Internet, invece, identificano i server attraverso indirizzi numerici chiamati indirizzi IP.

Un indirizzo IPv4 può avere una forma simile a questa:

192.0.2.25

Esistono anche indirizzi IPv6, molto più lunghi e complessi, come:

2001:0db8:85a3:0000:0000:8a2e:0370:7334

Immaginiamo di dover ricordare un indirizzo numerico diverso per ogni sito che visitiamo. Navigare sul Web diventerebbe rapidamente un esercizio di memoria poco piacevole.

Il DNS risolve proprio questo problema: associa un nome comprensibile a un indirizzo IP.

Quando scriviamo il nome di un sito, il sistema cerca l’indirizzo numerico corrispondente e indica al browser dove collegarsi.

Il DNS come una rubrica telefonica

L’esempio più utilizzato per spiegare il DNS è quello della rubrica telefonica.

Nella rubrica cerchiamo il nome di una persona e troviamo il suo numero di telefono. Non siamo obbligati a ricordare tutti i numeri: ci basta conoscere il nome del contatto.

Il DNS funziona in modo simile:

Nome del sito: www.esempio.it
Indirizzo IP: 192.0.2.25

Il browser conosce il nome del sito, ma per raggiungerlo ha bisogno dell’indirizzo IP. Il DNS effettua la ricerca e restituisce l’informazione necessaria.

L’analogia è efficace, anche se il sistema reale è molto più articolato di una semplice rubrica. Non esiste infatti un unico grande elenco mondiale contenente tutti i siti di Internet. Le informazioni sono distribuite tra moltissimi server che collaborano tra loro.

Un’altra analogia: il DNS e una grande biblioteca

Possiamo immaginare Internet come una biblioteca immensa.

Il nome del sito è simile al titolo di un libro. L’indirizzo IP, invece, assomiglia alla collocazione precisa del volume: sala, scaffale e posizione.

Dire semplicemente “cerco quel libro” non sarebbe sufficiente per trovarlo in una biblioteca con milioni di volumi. Serve un catalogo che permetta di trasformare il titolo nella sua posizione fisica.

Il DNS svolge una funzione simile: riceve il nome richiesto dall’utente e individua la posizione digitale del server che ospita il sito.

Non trasporta il contenuto e non costruisce la pagina. Indica semplicemente al browser dove andare.

Che cosa accade quando apriamo un sito

Supponiamo di scrivere nel browser:

www.wikipedia.org

In modo semplificato, accadono questi passaggi:

  1. Il browser verifica se conosce già l’indirizzo IP del sito.
  2. Se non lo conosce, invia una richiesta a un server DNS.
  3. Il server DNS cerca l’indirizzo associato al nome richiesto.
  4. L’indirizzo IP viene comunicato al browser.
  5. Il browser si collega al server corretto.
  6. Il server invia i dati necessari per visualizzare la pagina.

Tutto questo avviene normalmente in una frazione di secondo.

Per l’utente sembra che il browser abbia trovato direttamente il sito. In realtà, prima di collegarsi, ha dovuto chiedere indicazioni.

Il ruolo della cache

Per velocizzare la navigazione, i dispositivi e i server DNS utilizzano spesso una cache, cioè una memoria temporanea.

Se abbiamo già visitato un sito, il computer potrebbe conservare per un certo periodo l’associazione tra il suo nome e l’indirizzo IP. In questo modo non è necessario ripetere immediatamente tutta la ricerca.

È come annotare su un foglietto l’indirizzo di un negozio appena visitato. Se dobbiamo tornarci poco dopo, possiamo utilizzare l’informazione già disponibile senza consultare nuovamente la mappa.

La cache rende la navigazione più rapida e riduce il numero di richieste inviate ai server DNS.

Le informazioni, però, non rimangono memorizzate per sempre. Gli indirizzi IP possono cambiare e la cache deve essere aggiornata periodicamente.

Da dove arriva il server DNS?

Normalmente il dispositivo riceve automaticamente gli indirizzi dei server DNS dal modem, dal router o dal proprio fornitore di connessione Internet.

È anche possibile utilizzare servizi DNS differenti, per esempio quelli forniti da aziende specializzate. Alcuni vengono scelti per motivi di velocità, affidabilità, sicurezza o controllo dei contenuti.

Tra gli indirizzi DNS pubblici più conosciuti troviamo, per esempio:

  • 1.1.1.1, associato al servizio DNS di Cloudflare;
  • 8.8.8.8, associato al servizio DNS pubblico di Google;
  • 9.9.9.9, associato al servizio Quad9.

Cambiare server DNS, però, non rende automaticamente più veloce l’intera connessione. Può ridurre il tempo necessario per trovare l’indirizzo di un sito, ma non aumenta la velocità massima della linea Internet.

In parole semplici: un centralinista più rapido può passarci prima la chiamata, ma non può migliorare la qualità del cavo telefonico.

Quando il DNS non funziona

Un problema DNS può manifestarsi in modi diversi.

Per esempio:

  • il dispositivo risulta connesso a Internet, ma i siti non si aprono;
  • alcuni siti funzionano e altri no;
  • il browser mostra messaggi come “server DNS non disponibile”;
  • un sito si apre utilizzando il suo indirizzo IP, ma non scrivendo il nome;
  • la navigazione riprende dopo aver riavviato il modem o cambiato DNS.

Facciamo un esempio.

Il computer è collegato al Wi-Fi. Le spie del modem sembrano regolari, ma digitando www.wikipedia.org il sito non si apre.

Il collegamento a Internet potrebbe essere presente, ma il sistema DNS potrebbe non riuscire a tradurre il nome del sito nel relativo indirizzo IP.

È come avere un telefono perfettamente funzionante, ma una rubrica momentaneamente illeggibile: possiamo effettuare chiamate, ma non sappiamo quale numero comporre.

Un esempio pratico con il comando nslookup

Su Windows possiamo osservare il DNS utilizzando il comando nslookup.

Apriamo il Prompt dei comandi e scriviamo:

nslookup wikipedia.org

Il sistema mostrerà il server DNS utilizzato e uno o più indirizzi IP associati al dominio.

Il risultato può variare nel tempo e da una zona geografica all’altra. Molti grandi siti, infatti, utilizzano più server distribuiti in diverse parti del mondo.

Il DNS può quindi fornire indirizzi differenti per indirizzare ogni utente verso un server vicino, disponibile o meno congestionato.

Questo semplice esperimento permette di vedere concretamente la traduzione da nome di dominio a indirizzo IP.

DNS e motore di ricerca non sono la stessa cosa

È importante non confondere il DNS con un motore di ricerca.

Quando scriviamo:

www.comune.roma.it

stiamo indicando un indirizzo preciso. Il DNS aiuta il browser a trovare il server corrispondente.

Quando invece scriviamo:

orari musei Roma

stiamo effettuando una ricerca. Il motore di ricerca analizza le parole e propone una serie di risultati.

Il DNS traduce un nome di dominio già conosciuto. Il motore di ricerca ci aiuta a trovare siti e contenuti quando non conosciamo l’indirizzo esatto.

Il DNS non decide se un sito è affidabile

Il fatto che il DNS riesca a trovare un sito non significa che quel sito sia sicuro, autentico o attendibile.

Il DNS svolge principalmente una funzione di indirizzamento. È paragonabile a un navigatore che ci conduce a una destinazione: può portarci all’indirizzo richiesto, ma non garantisce che il luogo sia affidabile.

Per questo motivo dobbiamo comunque controllare:

  • che il nome del dominio sia scritto correttamente;
  • che il sito utilizzi una connessione HTTPS;
  • che non siano presenti errori sospetti nell’indirizzo;
  • che la pagina appartenga realmente all’organizzazione cercata;
  • che eventuali richieste di password o dati personali siano legittime.

Un dominio come:

bancapopolare.it

potrebbe sembrare corretto, mentre un indirizzo ingannevole potrebbe utilizzare lettere simili, parole aggiuntive o errori difficili da notare.

Il DNS ci porta dove abbiamo chiesto di andare. Sta anche a noi verificare di aver indicato la destinazione giusta.

DNS e sicurezza

Il DNS tradizionale è nato in un periodo in cui Internet era molto più piccola e la sicurezza non era ancora una priorità centrale.

Nel tempo sono state sviluppate tecnologie aggiuntive.

Una di queste è DNSSEC, che permette di verificare l’autenticità delle informazioni DNS attraverso firme digitali. L’obiettivo è ridurre il rischio che un utente venga indirizzato verso un server falso a causa di dati DNS manipolati.

Esistono inoltre sistemi come DNS over HTTPS, abbreviato in DoH, e DNS over TLS, abbreviato in DoT. Queste tecnologie cifrano le richieste DNS, rendendo più difficile intercettarle durante il percorso.

È bene ricordare, però, che nessuna singola tecnologia risolve tutti i problemi di sicurezza. Un DNS più protetto non sostituisce antivirus, aggiornamenti, password sicure, autenticazione a due fattori e attenzione dell’utente.

Il DNS in una rete interna

Il DNS non viene utilizzato soltanto per i grandi siti pubblici.

Anche un’azienda, una scuola o un’organizzazione può utilizzare un proprio DNS interno per permettere ai dipendenti di raggiungere server, stampanti o applicazioni attraverso nomi semplici.

Invece di ricordare un indirizzo come:

192.168.10.42

gli utenti potrebbero collegarsi utilizzando un nome come:

archivio.ufficio.local

Il vantaggio è evidente: i nomi sono più facili da ricordare e possono rimanere invariati anche quando l’indirizzo numerico del dispositivo viene modificato.

Perché il DNS è così importante

Senza DNS, Internet potrebbe continuare tecnicamente a funzionare, ma diventerebbe molto più difficile da utilizzare.

Dovremmo conoscere e digitare indirizzi numerici per raggiungere siti e servizi. Inoltre, ogni cambiamento di indirizzo IP richiederebbe di comunicare nuovamente la nuova combinazione a tutti gli utenti.

Il DNS separa il nome del servizio dalla sua posizione tecnica.

Il sito può cambiare server o infrastruttura mantenendo lo stesso nome. Per l’utente non cambia nulla: continuerà a digitare l’indirizzo conosciuto e il DNS fornirà la nuova destinazione.

È una funzione poco visibile, ma essenziale. Quando lavora correttamente quasi non ci accorgiamo della sua esistenza. Quando smette di funzionare, invece, sembra improvvisamente che Internet abbia perso la strada.

Il DNS è uno dei meccanismi fondamentali della rete.

Traduce i nomi dei siti in indirizzi IP, permette ai browser di trovare i server corretti e ci evita di memorizzare lunghe sequenze numeriche.

Possiamo immaginarlo come una rubrica telefonica, un catalogo di biblioteca o un sistema di indicazioni stradali. Qualunque sia l’analogia scelta, il principio rimane lo stesso: noi forniamo un nome comprensibile, il DNS individua la destinazione tecnica.

La prossima volta che un sito si aprirà dopo aver digitato il suo indirizzo, potremo ricordare che, dietro quel gesto apparentemente semplice, qualcuno ha appena consultato per noi la grande rubrica distribuita di Internet.

Piccolo vocabolario digitale

DNS: sistema che associa i nomi di dominio agli indirizzi IP.

Nome di dominio: indirizzo testuale utilizzato per identificare un sito o un servizio, come wikipedia.org.

Indirizzo IP: identificatore numerico assegnato a un dispositivo o a un server collegato a una rete.

Server DNS: computer che riceve e risponde alle richieste di traduzione dei nomi di dominio.

Cache DNS: memoria temporanea che conserva le associazioni già trovate per velocizzare le richieste successive.

DNSSEC: tecnologia che aiuta a verificare l’autenticità delle risposte DNS.

DNS over HTTPS: sistema che cifra le richieste DNS attraverso il protocollo HTTPS.

💊 ICT in Pillole

Il DNS non legge nella nostra mente: gli diciamo il nome del sito e lui cerca di capire dove abita. Una specie di portinaio digitale, ma senza pausa caffè.

Le immagini e i testi presenti sono il risultato di una cooperazione consapevole tra intelligenza umana e artificiale.

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