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URL — L’indirizzo di una risorsa su Internet

 


Ogni giorno ne utilizziamo decine, spesso senza nemmeno rendercene conto. Ma sappiamo davvero che cos'è un URL e come si legge?

Quando apriamo un sito, clicchiamo su un collegamento ricevuto via email oppure condividiamo una pagina con un amico, stiamo utilizzando un URL.

Dietro quelle sequenze di lettere, numeri e simboli si nasconde un sistema che permette al nostro browser di individuare le risorse disponibili su Internet.

Scopriamo insieme come funziona e, soprattutto, perché imparare a leggere un URL può aiutarci anche a evitare qualche brutta sorpresa.

Che cos'è un URL?

URL è l'acronimo di Uniform Resource Locator, traducibile come localizzatore uniforme di risorse.

In parole semplici, è l'indirizzo che identifica la posizione di una risorsa su Internet e indica come accedervi.

Possiamo immaginarlo come l'indirizzo di un'abitazione: per raggiungere una casa dobbiamo conoscere la via e il numero civico; per raggiungere una pagina web, un'immagine o un documento online utilizziamo un URL.

Ad esempio:

https://www.wikipedia.org/

Questo indirizzo permette di raggiungere il sito di Wikipedia.

Ma attenzione: un URL non identifica necessariamente la pagina iniziale di un sito. Può condurci anche a un articolo, un'immagine, un documento PDF o un file da scaricare.

Com'è fatto un URL?

Prendiamo come esempio questo indirizzo immaginario:

https://www.esempio.it/articoli/sicurezza.html?lingua=it

Analizziamolo pezzo per pezzo.

1. Il protocollo — https://

Indica il metodo utilizzato per comunicare con il server.

I protocolli più conosciuti nella navigazione web sono:

  • HTTP (HyperText Transfer Protocol): protocollo per il trasferimento delle informazioni sul Web.

  • HTTPS (HyperText Transfer Protocol Secure): versione che protegge la comunicazione mediante cifratura.

HTTPS è particolarmente importante quando inseriamo password, dati personali o informazioni di pagamento.

Attenzione: HTTPS protegge la comunicazione, ma non garantisce che il sito sia affidabile. Anche un sito fraudolento può utilizzare HTTPS!

2. Il sottodominio — www

È una parte facoltativa dell'indirizzo.

La sigla WWW significa World Wide Web, ma oggi molti siti funzionano anche senza di essa.

Altri sottodomini possono essere, ad esempio, blog, mail oppure shop.

3. Il nome di dominio — esempio.it

È il nome che permette di identificare il sito su Internet.

Nel nostro esempio:

  • esempio è il nome scelto per il dominio;

  • .it è il dominio di primo livello, chiamato anche TLD (Top-Level Domain).

Tra le estensioni più conosciute troviamo .com, .org, .net, .edu e .it.

L'estensione, da sola, non ci dice se un sito è sicuro o affidabile.

4. Il percorso — /articoli/sicurezza.html

Indica una specifica risorsa all'interno del sito.

Possiamo paragonarlo al corridoio e alla stanza da raggiungere dentro un edificio.

Il percorso può contenere nomi di sezioni, pagine o file.

5. I parametri — ?lingua=it

Sono informazioni aggiuntive che possono essere trasmesse al sito.

Il punto interrogativo ? introduce la parte dell'URL dedicata ai parametri.

Nell'esempio, lingua=it potrebbe indicare che desideriamo visualizzare il contenuto in italiano.

Quando i parametri sono più di uno, vengono generalmente separati dal simbolo &.

URL e link sono la stessa cosa?

Non esattamente!

Un URL è un indirizzo, mentre un link, detto anche collegamento ipertestuale, è un elemento su cui possiamo cliccare per raggiungere una risorsa.

Ad esempio, quando leggiamo:

Visita il sito di Wikipedia

e possiamo cliccare su quelle parole per aprire il sito, stiamo utilizzando un link che contiene un URL.

Quindi, ricordiamolo:

L'URL indica dove andare. Il link ci permette di andarci con un clic.

Perché è importante saper leggere un URL?

Perché gli indirizzi Internet possono fornirci indizi preziosi sulla destinazione di un collegamento.

Immaginiamo di ricevere un messaggio:

Il tuo account è stato bloccato! Accedi subito per evitare la sospensione.

Il collegamento sembra portarci al sito della nostra banca, ma l'indirizzo è:

https://banca-esempio.accesso-sicuro.example/login

A una lettura superficiale potremmo concentrarci sulle parole banca e accesso-sicuro.

In realtà, il dominio da osservare è accesso-sicuro.example, mentre banca-esempio è soltanto un sottodominio.

L'indirizzo è inventato per questo esempio, ma la tecnica è reale: i truffatori possono costruire URL ingannevoli per convincerci ad aprire pagine fraudolente.

Questa strategia viene spesso utilizzata negli attacchi di phishing.

Tre controlli prima di cliccare

1. Osserva il vero dominio.

Non fermarti alle prime parole dell'indirizzo. Cerca di capire a quale dominio appartiene realmente il sito.

2. Diffida dei messaggi che creano urgenza.

Frasi come «Devi agire immediatamente!» oppure «Il tuo account sarà cancellato!» possono essere tentativi di manipolazione.

3. In caso di dubbio, raggiungi il sito autonomamente.

Se ricevi un collegamento sospetto, invece di cliccarlo apri il browser e digita direttamente l'indirizzo ufficiale del servizio, oppure utilizza la sua applicazione.

Un piccolo controllo può evitare problemi molto più grandi.

E gli URL abbreviati?

Ti sarà sicuramente capitato di vedere collegamenti molto corti, creati attraverso servizi che abbreviano gli indirizzi Internet.

Sono utili per condividere URL lunghi, ma presentano una particolarità: non mostrano immediatamente la destinazione finale.

Questo non significa che siano necessariamente pericolosi.

Significa, però, che dobbiamo prestare maggiore attenzione, soprattutto quando provengono da sconosciuti o sono accompagnati da messaggi sospetti.

Una curiosità: chi ha inventato gli URL?

La storia degli URL è legata alla nascita del World Wide Web.

Tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio degli anni Novanta, Tim Berners-Lee, informatico britannico che lavorava al CERN, sviluppò il sistema che avrebbe rivoluzionato il modo di condividere e consultare le informazioni.

Il Web si basa su tre tecnologie fondamentali:

  • HTML, il linguaggio utilizzato per strutturare le pagine web;

  • HTTP, il protocollo di comunicazione;

  • URL, il sistema per individuare le risorse.

Tre elementi differenti che, lavorando insieme, hanno contribuito a rendere possibile il Web che conosciamo.

E pensare che oggi li utilizziamo continuamente, magari senza conoscerne nemmeno i nomi!

Una piccola prova pratica

Apri il browser e visita un sito che conosci bene.

Osserva l'indirizzo nella barra degli indirizzi e prova a rispondere:

  1. Quale protocollo viene utilizzato?

  2. Qual è il nome di dominio?

  3. È presente un percorso che indica una pagina specifica?

  4. Sono presenti parametri dopo il punto interrogativo?

  5. Riconosci il dominio e ti sembra coerente con il sito che volevi visitare?

Non serve essere esperti informatici per imparare a interpretare queste informazioni.

Bastano un po' di curiosità e qualche minuto di osservazione.


Un URL non è soltanto una sequenza di caratteri da copiare o incollare.

È uno degli strumenti fondamentali attraverso cui esploriamo Internet.

Imparare a riconoscerne le parti ci permette di comprendere meglio il funzionamento del Web, condividere le risorse con maggiore consapevolezza e individuare alcuni segnali di possibili truffe online.

La cittadinanza digitale comincia anche dalle piccole cose: fermarsi, osservare e capire dove ci sta portando un clic.

E tu? Prima di aprire un collegamento controlli l'indirizzo oppure ti fidi di ciò che leggi nel messaggio?

Raccontamelo nei commenti!


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Questo contenuto nasce dall’incontro tra creatività umana e Intelligenza Artificiale. L’IA può averci affiancato nella realizzazione di testi e immagini; idee, scelte, verifiche e revisione finale restano affidate alla responsabilità editoriale umana. 

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