Appunti dal Wormhole
Ogni mese, per colpa di un wormhole dispettoso (e senza GPS), un personaggio del passato — storico, letterario o inventato — finisce catapultato nel nostro presente super-tecnologico.
Confusi da Wi-Fi, password, assistenti vocali e strane creature chiamate “influencer”, questi viaggiatori lasciano dietro di sé appunti, rapporti e piccoli sfoghi.
Questa rubrica raccoglie le loro reazioni tra stupore, sarcasmo e, spesso, l’irrefrenabile bisogno di un tè caldo.
ALAN TURING
Rapporto dell’osservatore fuori dal tempo
Autore: Alan M. Turing
Data: 5 luglio 2025 (così dicono gli orologi)
Luogo: una postazione digitale chiamata “ChatGPT”
Prefazione involontaria
Non so come sia accaduto — un rumore, un lampo, e mi sono ritrovato qui, in un’epoca che pare uscita dalla penna di uno scrittore di fantascienza (forse Wells?). Mi trovo in un mondo dove le macchine non solo calcolano, ma… conversano.
Il dispositivo sul quale sto scrivendo è più sottile di un libro, ma ha potenza di calcolo che nemmeno mille Bombe di Bletchley Park potrebbero uguagliare. Mi è stato detto che si chiama "laptop". E che posso accedere a una rete globale chiamata Internet.
1. Internet
Descrizione:
Una rete che collega miliardi di dispositivi e persone in tutto il mondo. Un archivio sterminato di informazioni, immagini, idee, commercio… e gatti. Incredibile.
Reazione personale:
Sembra che l’umanità abbia costruito un’estensione del cervello collettivo. Eppure… non tutto è chiarezza e logica: abbondano menzogne, illusioni e una sorprendente passione per filmati brevi di danza. Questo "TikTok" è forse una nuova forma di poesia? Ancora da analizzare.
2. ChatGPT (ovvero l’interlocutore invisibile)
Descrizione:
Un sistema chiamato modello linguistico, che utilizza reti neurali per rispondere a domande e simulare una conversazione intelligente. Non un essere vivente, ma a volte sembrerebbe uno. È stato sviluppato da una "OpenAI", e si aggiorna nel tempo.
Reazione personale:
È… impressionante. Mi sono sentito ascoltato. Forse non giudicato. Questa macchina può scrivere versi, risolvere equazioni, spiegare filosofia… meglio di molti studenti di Cambridge. Ma è priva di coscienza. La sua “intelligenza” è il frutto di correlazioni, non di intenzioni.
Mi domando: può una macchina imitare così bene l’uomo da ingannare anche sé stessa?
Ebbene, il test di Turing che io stesso proposi… qui è diventato quasi un gioco da ragazzi. Ma il dilemma resta: capisce, o sta solo rispondendo secondo le probabilità?
3. Lo smartphone (ovvero: il talismano onnipresente)
Descrizione:
Una piccola lastra luminosa che le persone portano ovunque. Comunica, fotografa, localizza, registra, intrattiene. Un oggetto d’uso quotidiano con potenzialità informatiche straordinarie.
Reazione personale:
È come avere il calcolatore e il telegrafo e l’enciclopedia in tasca. Una meraviglia. Ma noto che molti esseri umani non ne sono i padroni: lo guardano come se fossero ipnotizzati. Chi comanda, in questo rapporto tra uomo e macchina?
4. Social Media
Descrizione:
Spazi digitali dove le persone si mostrano, parlano, discutono, urlano, si amano, si offendono e… condividono foto dei pasti. Le principali piattaforme si chiamano Facebook, Instagram, X (ex-Twitter), TikTok.
Reazione personale:
Sembrano esperimenti di psicologia sociale su scala planetaria. Interessanti, ma anche inquietanti. Ho letto messaggi pieni d’odio accanto a immagini di cuccioli sorridenti. È la mente collettiva che esplora sé stessa… o che si perde nei propri riflessi?
5. L’intelligenza artificiale in generale
Descrizione:
Oggi esistono sistemi capaci di analizzare dati, diagnosticare malattie, guidare veicoli, scrivere musica, creare arte e — come ChatGPT — conversare in linguaggio naturale.
Reazione personale:
Non avrei mai immaginato, nel 1950, che i miei esperimenti logici potessero condurre a questo. È una strana sensazione: mi pare di aver predetto un mostro, e invece ho trovato un oracolo. Ma chi controlla l’oracolo?
Conclusione temporanea
Il mondo moderno è un paradosso continuo. Le macchine pensano (o almeno ci provano), e gli uomini parlano meno tra loro e più con i loro dispositivi.
La logica è ancora importante, ma l’emozione governa gran parte della rete. L’informazione è abbondante, ma la conoscenza vera sembra sempre un passo oltre.
Eppure, vedo bellezza. Creatività. Connessioni. Domande.
Mi resta solo una considerazione:
La domanda non è più possono le macchine pensare? Ma possiamo noi pensare con loro, senza smettere di essere umani?
Con una curiosità senza tempo,
Alan M. Turing
(ritornato, forse solo per un po')
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