Viviamo in un’epoca in cui tutto è connesso: telefoni, orologi, televisori, auto, persino le lampadine. Ogni oggetto parla, comunica, raccoglie dati. È affascinante, ma anche pericoloso, perché più la tecnologia diventa intelligente, più noi sembriamo delegare a lei la responsabilità di proteggerci. Installiamo antivirus, attiviamo filtri, ci fidiamo degli aggiornamenti automatici come se fossero uno scudo invisibile in grado di fermare qualunque minaccia. Ma la verità è che nessun software potrà mai sostituire la capacità di pensare . Il vero antivirus, quello che fa davvero la differenza, è la nostra attenzione. Puoi avere il programma più sofisticato, il sistema più blindato, ma se clicchi con leggerezza sul link sbagliato, se scarichi l’allegato di una mail “urgente” o se condividi una password con troppa disinvoltura, la falla non sarà nel sistema, ma nel comportamento. È in quel momento che il cervello dovrebbe entrare in modalità firewall: osservare, anal...