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Visualizzazione dei post da agosto, 2025

Storybook di Gemini

 Storybook di Gemini, la nuova creatura di Google, è uno di quegli strumenti che ti fanno pensare: “Ok, questa volta l’IA non solo mi capisce, ma vuole pure farmi sorridere mentre lo fa”.  Non si tratta di un’app qualsiasi, ma di un vero laboratorio creativo che trasforma le tue idee in racconti illustrati, fiabe interattive o storie personalizzate. È come avere un amico un po’ sognatore e un po’ tecnologo che, invece di dirti “scrivila tu la storia”, ti prende per mano e dice: “Dai, raccontiamola insieme”. Immagina di avere in testa un personaggio buffo o un’idea confusa per un racconto da regalare a un amico, a un nipote o semplicemente a te stesso. Di solito resterebbe lì, bloccata in un file mentale chiamato “ci penserò un giorno”.  Con Storybook, invece, quella scintilla prende vita: scrivi poche righe, descrivi l’atmosfera, dai un paio di spunti, e il programma ti restituisce un racconto strutturato con tanto di illustrazioni generate al volo. Non parliamo di immag...

Digital literacy: la bussola per orientarsi nel mondo digitale

Quando parlo di digital literacy mi riferisco a molto più che saper accendere un computer o mandare un messaggio su WhatsApp.  Significa possedere quelle competenze che permettono di muoversi con sicurezza, consapevolezza e un pizzico di curiosità nel mondo digitale che ormai fa parte della nostra vita quotidiana.  È come imparare a leggere e scrivere in una nuova lingua: una volta che conosci l’alfabeto e la grammatica, puoi esplorare libri, conversazioni e culture intere. Nel caso del digitale, invece, apri la porta a infinite possibilità di informazione, comunicazione e creatività. Pensaci un attimo: quante volte usi internet in una giornata?      Probabilmente più di quanto immagini. Ti informi sulle notizie del giorno, cerchi una ricetta, guardi un video, ascolti musica in streaming, paghi una bolletta o prenoti una visita medica.  Tutto questo è digital literacy in azione: non solo avere accesso agli strumenti, ma soprattutto saperli usare con intell...

I Cookie

 Ti è mai capitato di guardare un paio di scarpe su un sito di e‑commerce e, qualche ora dopo, vederle comparire ovunque?  Nella tua casella email, nella home di Facebook, tra gli articoli del tuo quotidiano online preferito.  Non è magia nera né un complotto universale, ma il risultato dei famosi cookie , quei piccoli file che accompagnano ogni nostra navigazione. I cookie (letteralmente “biscotti”, anche se non hanno nulla di dolce) non sono altro che minuscoli file che i siti web salvano sul tuo computer, smartphone o tablet.  Dentro questi file finiscono le tue preferenze, le tue abitudini di navigazione, perfino i dettagli delle pagine che hai visitato o dei prodotti che hai messo nel carrello e poi abbandonato. In pratica, sono una sorta di taccuino digitale che aiuta i siti a “riconoscere” l’utente quando torna, mantenendo memoria delle sue scelte. Ci sono cookie utili e quasi invisibili: quelli che ricordano la lingua selezionata, che ti evitano di inserire o...

Digitale gratis?

Hai mai pensato al vero significato della parola “gratis”?  Etimologicamente deriva dal latino gratiis o gratia, che richiama concetti positivi come grazia, bontà e benevolenza.  Un termine che racchiude l’idea di qualcosa di offerto per pura generosità, senza pretendere nulla in cambio. Oggi, se apriamo il dizionario, la definizione è chiara e immediata: qualcosa che non richiede pagamento, che non prevede un compenso o una contropartita economica. Fin qui tutto sembra semplice. Ma quando proviamo ad applicare questa definizione al mondo della tecnologia e dei servizi digitali, il discorso si fa più complesso e interessante.  Quante volte ci capita di dire o sentire: « Scarica quest’app, è gratis! », oppure: « Apri una casella di posta, non paghi nulla! ».  Sembra quasi un regalo piovuto dal cielo, eppure la domanda da porsi è un’altra: siamo davvero sicuri che sia davvero gratuito? 🤔 No, non ho cambiato materia e non sto divagando: parliamo sempre di informatica....

Alexa e altri dispositivi e la privacy

Immagina questa scena: torni a casa dopo una giornata lunga e faticosa, ti butti sul divano con l’unico desiderio di rilassarti e dici ad alta voce: «Alexa, metti un po’ di musica rilassante».  In quel momento non pensi certo che, oltre a riprodurre la tua playlist preferita, il dispositivo possa anche star registrando, catalogando e archiviando informazioni sulla tua voce e sui tuoi comportamenti.  Eppure è proprio questo il cuore della questione: raccoglie dati, e lo fa in modo silenzioso e costante. Negli ultimi anni non si smette di discutere di Alexa e degli altri assistenti vocali, dal momento che rappresentano una delle tecnologie più diffuse e al tempo stesso più controverse.  Sono utili, comodi, persino divertenti: ti accendono le luci, ti ricordano gli appuntamenti, ti leggono le notizie. Ma ogni volta che li utilizzi, un frammento della tua vita viene inviato e memorizzato nei loro server.  La verità è semplice e a volte un po’ scomoda: come per qualsiasi...

Have I Been PWNED?

Nell’attuale contesto iperconnesso, la sicurezza informatica non può più essere concepita come ambito esclusivo degli specialisti, bensì come componente imprescindibile della cittadinanza digitale.  Ogni interazione online — dall’invio di un’email alla transazione commerciale, dalla partecipazione a reti sociali all’iscrizione a servizi digitali — genera metadati e contenuti suscettibili di essere tracciati, archiviati e, in talune circostanze, esposti.  La compromissione di tali informazioni può tradursi in conseguenze rilevanti, quali lo sfruttamento a fini di spam, la profilazione commerciale aggressiva o il furto di identità. In tale quadro si colloca un servizio di verifica ideato da Troy Adam Hunt, noto esperto australiano di sicurezza applicativa, il quale ha sviluppato un portale pubblico che interroga un archivio costantemente aggiornato, composto da miliardi di record esfiltrati in seguito a incidenti di data breach. L’obiettivo è fornire un meccanismo di auto-valuta...

NotebookLM di Google

 NotebookLM di Google è uno di quei programmi che, appena lo apri per la prima volta, ti fa pensare: “Ah, ecco, quindi l’intelligenza artificiale può davvero essere utile, senza farmi venire l’ansia di vivere in un film di fantascienza apocalittica!”.  Non parliamo del solito blocco note digitale in cui scrivere due appunti al volo, ma di un vero e proprio assistente intelligente che impara a conoscere i tuoi documenti, li collega tra loro, li rielabora e li trasforma in spiegazioni chiare. È progettato per non farti sentire sopraffatto, ma accompagnato.  Fermati un attimo e immagina la scena: hai davanti quel pdf infinito da duecento pagine, zeppo di grafici colorati, note a piè di pagina che sembrano scritte in klingon e concetti così complessi che ti viene il dubbio siano stati partoriti da un alieno con un dottorato in astrofisica.  Normalmente, lo ammettiamo, la tentazione sarebbe quella di mollare dopo dieci minuti e correre su TikTok a cercare video di gattin...

I pixel erano grandi come mattoncini: ora invisibili

C'è stato un tempo, non poi così lontano, in cui i pixel erano tutto tranne che discreti.  Erano grossi, vistosi, parte integrante dell’immagine, tanto da sembrare tessere di un mosaico rudimentale. Non serviva uno zoom, né lenti d’ingrandimento: bastava accendere il monitor di un computer o di una console per essere accolti da quei piccoli quadrati colorati, disposti come mattoncini Lego, ognuno con la propria identità.  Era un'epoca di scoperta, in cui il digitale era affascinante anche nella sua semplicità grafica. Negli anni '80 e '90, i videogiochi più amati prendevano vita su schermi a bassa risoluzione.  Titoli come Super Mario, Tetris, Prince of Persia o SimCity ci accompagnavano con la loro grafica elementare ma estremamente comunicativa.  I personaggi erano stilizzati, i movimenti rigidi, i paesaggi composti da blocchi semplici. Eppure, in quella limitazione visiva, si nascondeva un linguaggio.  Ogni pixel aveva un ruolo preciso e contribuiva a creare ...

Guida estensione dei File

Un file è come una scatola virtuale che può custodire una grande varietà di contenuti: la foto di un ricordo speciale, un documento fondamentale per un progetto scolastico, un video divertente da condividere con gli amici, una canzone, o persino un programma completo per il computer.  Ogni file ha tre elementi essenziali che lo caratterizzano.  Il primo è il nome , che puoi scegliere liberamente quando lo crei o lo salvi e che serve a identificarlo rapidamente.  Il secondo è l’ estensione , composta di solito da tre o quattro lettere poste dopo un punto, come ad esempio “.jpg” o “.mp4”. Questa estensione indica il tipo di file e il suo formato.  Infine c’è l’ icona , una piccola immagine che appare sullo schermo e che il programma o il sistema operativo assegna automaticamente, aiutandoti a riconoscerlo a colpo d’occhio. L’estensione di un file è molto più importante di quanto sembri. Nei corsi di informatica, soprattutto a livello base, spesso si tende a ignorarla, ...

L’assistente vocale che ha risposto “non so” in TV nazionale

  Era una tranquilla serata di mezza stagione, una di quelle in cui milioni di italiani si rilassano davanti alla televisione, zappingando tra quiz, talk show e notiziari. Un copione ben noto, fatto di routine e comfort visivo.  Tutto sembrava scorrere come sempre, finché in uno studio televisivo illuminato da riflettori e circondato da scenografie ipertecnologiche, durante una trasmissione dedicata all’innovazione e al futuro dell’intelligenza artificiale, è accaduto qualcosa che ha lasciato tutti senza parole.  Sul palco, in mezzo a un’atmosfera a metà tra il futuristico e il teatrale, c'era lei: l'assistente vocale del momento. Presentata come l’emblema dell’evoluzione algoritmica, un ponte tra uomo e macchina, tra presente e futuro, tra conoscenza e calcolo computazionale.  Il conduttore, con l’aria di chi sta per compiere un esperimento memorabile, si è rivolto all’assistente con una domanda che sapeva di provocazione: “ Qual è il senso della vita? ” Dopo un bre...

Domicilio digitale

Negli ultimi anni, per i liberi professionisti, il concetto di Domicilio Digitale è passato da semplice opzione facoltativa a un vero e proprio obbligo di legge, entrato in vigore ufficialmente nell’ottobre del 2020. In parole semplici, non si tratta di un indirizzo fisico come quello di casa o dell’ufficio, ma di uno spazio virtuale sicuro e certificato, in cui poter ricevere e inviare comunicazioni ufficiali, documenti e notifiche con lo stesso valore legale della posta cartacea.  È come avere una cassetta postale sempre accessibile, 24 ore su 24, da qualsiasi parte del mondo, senza più vincoli di orario o di luogo. Per adempiere a questo compito, lo strumento più diffuso e affidabile è la PEC , la Posta Elettronica Certificata.  Nata nei primi anni 2000 con l’obiettivo di semplificare e velocizzare lo scambio di documenti con la Pubblica Amministrazione, la PEC assicura la stessa validità legale di una raccomandata con ricevuta di ritorno, ma con la rapidità e la comodità d...

L’origine segreta del tasto "Esc"

Lo premiamo spesso senza pensarci troppo: un colpo di dita sul tasto "Esc" e qualcosa si chiude, si interrompe, ci fa uscire da una modalità. Una sorta di porticina magica in un mondo dominato da finestre digitali, che ci restituisce il controllo, ci fa sentire al comando.  Ma pochi conoscono la sua origine, e ancora meno immaginano che il tasto Esc sia nato in un'epoca in cui i computer non avevano neppure uno schermo, figuriamoci un'interfaccia grafica. Siamo nei primi anni '60. I computer sono giganteschi come stanze e comunicano con gli esseri umani attraverso stampanti, nastri magnetici e schede perforate. Un periodo in cui la programmazione era fatta con pazienza certosina, e ogni errore poteva significare ore di lavoro perse.  In questo contesto, un ingegnere visionario della IBM, Bob Bemer , si trova ad affrontare un problema cruciale per il futuro dell'informatica: come permettere a sistemi diversi di "parlarsi" tra loro, usando codici e lin...

Perché i robot hanno spesso occhi tondi? Una curiosità che svela molto di più!

Hai mai notato che moltissimi robot - da Wall-E a C-3PO , passando per gli androidi più recenti o persino i robot-giocattolo per bambini - hanno quasi sempre occhi tondi, grandi e ben definiti?  Potrebbe sembrare una scelta puramente estetica, un tratto stilizzato per renderli simpatici, o perfino un richiamo alla fantascienza classica. Ma in realtà, dietro questa caratteristica visiva si cela un mondo affascinante fatto di studi psicologici, neuroscienze, storytelling visivo e perfino marketing emozionale. Sì, hai letto bene: emozioni e fiducia giocate sul campo visivo. L'occhio tondo parla alla nostra mente (e al nostro cuore) Gli occhi tondi evocano qualcosa di familiare e rassicurante. Sono simili a quelli di un neonato o di un cucciolo: grandi, espressivi, profondi.   Il nostro cervello li riconosce come un simbolo di curiosità, vulnerabilità e apertura al mondo. E non è un caso. Studi nel campo della neuroestetica e della psicologia evolutiva dimostrano che, fin dalla t...

Appunti dal Wormhole: Leonardo da Vinci scopre la stampa 3D e i droni

  Appunti dal Wormhole Ogni mese, per colpa di un wormhole dispettoso (e senza GPS), un personaggio del passato — storico, letterario o inventato — finisce catapultato nel nostro presente super-tecnologico. Confusi da Wi-Fi, password, assistenti vocali e strane creature chiamate “influencer”, questi viaggiatori lasciano dietro di sé appunti, rapporti e piccoli sfoghi. Questa rubrica raccoglie le loro reazioni tra stupore, sarcasmo e, spesso, l’irrefrenabile bisogno di un tè caldo.   Mi trovai, con gran stupefazione, in una bottega luminosa dove uomini e donne tracciavano disegni su specchi di luce… e poi – oh meraviglia – que’ disegni prendevano corpo, in forme solide, reali, tangibili!… Osservazioni e impressioni di Leonardo da Vinci, trascritte dopo l’improvviso passaggio attraverso un anacronismo quantistico: 📌 Sopra la macchina che stampa oggetti (detta stampa 3D) Questa è artefice senza mano. Mostrami uno schizzo, e io lo realizzerò in cera o legno; ma costoro lo co...

La stampante che piangeva in magenta

 Cronache tecnologiche da una vita reale  La stampante che piangeva in magenta!   "C’era una volta, in un angolo tranquillo della scrivania di Angela, una giovane stampante a getto d’inchiostro di nome Inkarella. Non era particolarmente veloce, né silenziosa, ma si impegnava con tutta sé stessa a fare il suo lavoro: trasformare pensieri digitali in parole su carta. Un giorno, però, qualcosa cambiò. “Inchiostro esaurito. Sostituire cartuccia.” Compare questo messaggio minaccioso sul piccolo display. Angela, sorpresa, controlla le cartucce: sì, erano usate, ma non sembravano proprio vuote. Così, con la tenacia di chi non accetta un "no" da una macchina, cominciò l’epopea: Pulizia ugelli Allineamento testine Stampa pagina di prova n.1, n.2... n.34 Un “agita-agita” alla cartuccia come se fosse ketchup ostinato Inkarella, silenziosa, emetteva solo ronzî e grattacchi, come se dicesse: “Non posso… ce l’ho nel cuore ma non nell’inchiostro…” Finché all’improvviso, dopo un ennesim...

Le tue chat con ChatGPT su Google? Mettiamo un po’ d’ordine, così è tutto più chiaro!

Negli ultimi giorni ha iniziato a circolare una notizia che ha generato un notevole scalpore e una certa inquietudine tra gli utenti della piattaforma ChatGPT.  Alcuni hanno riferito che le proprie conversazioni con l’intelligenza artificiale sarebbero comparse su Google, visibili a chiunque effettui una normale ricerca online.  Questo ha suscitato numerose domande legittime: "Le mie chat sono davvero visibili a tutti? ChatGPT ha condiviso i miei dati senza permesso? È ancora sicuro usare questo strumento?"  In questo articolo voglio analizzare in modo chiaro e approfondito cosa è accaduto, sfatare alcuni timori e offrire consigli concreti per evitare problemi simili in futuro. Per iniziare, è fondamentale comprendere un principio essenziale: le chat tra un utente e ChatGPT non sono pubbliche per impostazione predefinita.   Nessuna conversazione viene automaticamente resa visibile o accessibile ai motori di ricerca come Google.  Le conversazioni con ChatGPT sono...